Credo che l'istinto sia inversamente proporzionale con la maturità di una persona. Questo non significa che uno non debba ascoltarlo però occorre ponderare sempre le scelte altrimenti si finisce per essere incompiuti. Per natura ogni persona è insoddisfatta e desidera sempre ciò che non possiede. Questo può essere un pregio che ti permette di migliorarti ma anche un grosso limite che ti rende eternamente infelice. Tale stato d'animo però non deve essere confuso con la nostalgia. La nostalgia si può avere per una cosa che si è avuta e poi persa non per determinate esperienze o comportamenti che per scelta uno non ha mai avuto. Guidati dall'istinto potremmo ritenere certe esperienze positive quando in realtà sono altre le cose in grado di donare la felicità. Per questo l'energia è giusto canalizzarla per le cose importanti e non disperderla per quelle fatue. Dobbiamo necessariamente trasformare le risorse interiori in forza positiva e contagiosa capace di renderci sereni e soddisfatti la sera nel buio della stanza.










