venerdì, 25 aprile 2008
Direzioni impazzite, scandite dai sensi,
prive di una autentica destinazione
nell'eterno teatro denominato terra.

Precaria stabilità della vita, impressa
in fragili corpi calamitati al suolo
dove ardono vulcani mai sopiti che

si oppongono alla qualità dell'anima,
bellezza impalpabile ed eterea,
vessillo di grandezza interiore.


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Parole librate da: mareriflesso©Categoria: poesiecommenti (41)
sabato, 19 aprile 2008
Esistono contrapposizioni del nostro essere che ci affascinano terribilmente catapultandoci a loro? Se fosse vero chi è pesante e oberato dalla vita finirebbe per innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell'aria, tra il fantastico e il concreto. Nello stesso modo chi vive di leggerezza finirebbe per essere respinto dai suoi simili ed essere trascinato dalla compassione verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Se in realtà anche ciò che consideriamo leggero finisse con il rivelarsi nel tempo per il suo insostenibile peso, in quel caso tale tesi sarebbe scardinata alla radice e soltanto la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggirebbero a questa ineluttabile condanna di insofferenza.
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mercoledì, 09 aprile 2008
Lento imbrunire di pensieri stanchi
ricolmi di parole empie, per sogni
infranti, come onde sugli scogli.

Umori dissennati per impalpabili
essenze di frutti rossi bramati e
celati in eterni boschi vergini.

Concitato silenzio infrange i respiri
in una notte grigia e tempestosa dove
minacciose nubi occultano la luna.

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