venerdì, 03 ottobre 2008

Angelico_Abbraccio_by_melquiades1961 Quella notte Oceano non riuscì a riposare come avrebbe desiderato. La tanta stanchezza arretrata e le mille emozioni provate continuavano a pompare adrenalina che lo rendevano vigile come un rapace notturno. Sul letto accanto a sé Selvaggia dormiva serena. I riscaldamenti centralizzati dell'albergo rendevano l'aria secca e calda. Il suo corpo semi nudo abbracciava teneramente un cuscino. Il suo volto disteso, e apparentemente felice, non sembrava nemmeno appartenergli. La sua inquieta anima, dai torbidi trascorsi, a volte riaffiorava velando il suo dolce viso di un alone di tristezza. La sua grande forza interiore però riusciva ad avere sempre il sopravvento su ogni negatività e ad infonderle entusiasmo. Amava la vita come nessuno e si aggrappava ad essa con tutta l'energia che riusciva a sprigionare. Le dita di Oceano accarezzavano i lunghi capelli di Selvaggia, ondulati come il mare grosso sospinto dai venti. C'era grande rispetto e affetto in ogni suo gesto. Trapelava dai suoi occhi luminosi il forte legame che con il tempo si era cementato tra loro rendendo utopistico il pensiero di poter trascorrere giorni interi senza un suo sorriso. Tutto era accaduto casualmente. Senza alcun preavviso le loro strette ed impervie strade si erano scontrate dando vita ad una sola ampia autostrada di gioia. Ogni momento era connotato di una potenza tale da lasciarli con stupore senza controllo. Quando erano insieme tutto il resto assumeva contorni sfumati e diventava leggero e impalpabile. Oceano non aveva mai manifestato apertamente i suoi sentimenti. Selvaggia più volte lo aveva provocato con domande a cui lui non era mai riuscito a dare una risposta, ma era consapevole di quanta felicità donava la sua presenza. Proprio in quell'istante Oceano avrebbe voluto fermare il metodico ticchettio dell'orologio per dirle quanto era importante per lui e quanto bisogno aveva del suo affetto. Magari sussurrandoglielo in un orecchio in modo che nessuno avesse carpito le sue emozioni per condividerle gelosamente solo con lei. Sfiorò le sue labbra con un dolce bacio e vegliò i suoi sogni desideroso di cominciare un nuovo giorno. Al mattino sarebbero andati a visitare il pittoresco mercato galleggiante denominato Damnoen Saduak a bordo di barche a motore fatte di legno e con la forma stretta e allungata.

domenica, 28 settembre 2008
Sotto l'effetto di una ebrezza rasserenante
sfuggo alle vie della quotidiana realtà
per intraprendere un vorticoso viaggio
nell'oppio dei sensi che porta il tuo nome.

Mi diletto a scarnire la tua pelle di effimeri baci,
intrisi di calore, che soffocano e dipingono
le tue docili carezze, che vorrei sentire
marchiar a fuoco sull'immacolato ventre.

La passione scorre ardita tra le curve
del corpo fino a sfiorare i seni, accendendo
brividi dimenticati e pensieri lascivi,
celati alla luna in una notte di tempesta.

Sono un fiume in piena che fluisce,
tracimando gli argini faticosamente eretti,
in cerca di profumi e sapori speziati
di un amore proibito e mai concesso.


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Parole librate da: mareriflesso©Categoria: poesiecommenti (20)
domenica, 14 settembre 2008

70514535.SuBoNadL Guardando l'orologio si accorsero che da un giorno e mezzo non dormivano. Tra i preparativi, la partenza e il fuso orario avevano perso una notte di sonno. In aereo nessuno dei tre aveva voluto chiudere occhio programmando i giorni seguenti e godendosi un film proiettato sul teleschermo dell'aereo in lingua inglese. Dopo aver cenato sul letto della room 413, Selvaggia prese i piatti con gli avanzi del cibo e li mise sul tavolo, di legno intarsiato, posto in un angolo della stanza, adiacente alla portafinestra che dava sul terrazzo. Compose la combinazione segreta per aprire la chiusura della sua valigia rigida color corallo. All'interno cercò, seppellita sotto la sua biancheria, una macchina fotografica digitale. Appena la prese tra le mani gli occhi le si illuminarono e sul volto un sorriso foriero di idee sbocciò a preludio delle sue intenzioni. Iniziò a scattare foto, da prima al panorama della città illuminata, in seguito per gioco ai due improvvisati soggetti per vedere le loro reazioni. A furia di scattarle prese gusto nel farlo. Pensò ai grandi fotografi che attraverso i loro scatti hanno il potere di rendere unici ed immortali certi momenti. Per tale ragione sentì la macchina fotografica come uno strumento di potere nelle sue mani capace di attribuirle l'autorità e il primato sulla compagnia. Provocò Oceano e lo spinse a seguire i suoi dettami per rendere gli scatti più audaci, ma visto l'imbarazzo e il disagio gli consegnò la macchina fotografica con l'intenzione di mostrargli come si stava davanti ad un obbiettivo. Giocò con le luci soffuse della stanza e le rosse trapunte dei letti sfatti. Si mise vicino a Malaisia sfiorando le sue labbra, per poi voltarsi facendo scivolare lentamente i suoi abiti così da sentire, senza vedere, gli sguardi attoniti e desiderosi sul suo corpo.Chiamò a sé la sua intima complice accarezzandola per rendere i loro corpi uniti più armoniosi. Finiti gli scatti le tre anime lascive si diressero nella accogliente vasca dove insieme si immersero nell'acqua bollente innalzando il suo livello fino a farla colare sul pavimento come una cascata d'acqua solfurea aromatizzata al fior di loto e latte di acacia.

sabato, 06 settembre 2008

bangkok3 Il viaggio trascorse bene. Nessuna turbolenza fece tremare le ali dell'aereo donando un senso di stabilità al volo. Atterrati all'aeroporto di Suvarnabhumi i tre si fermarono a mangiare un boccone e a cercare una toilette visto che Selvaggia si era rifiuta di andare in quella dell'aereo che aveva ribattezzato come loculo galleggiante. L'aria era notevolmente cambiata rispetto all'ultima volta che Oceano aveva respirato a pieni polmoni in un luogo che non fosse pressurizzato. La sentiva molto più pesante e aggressiva a causa dell'inquinamento dovuto ad uno sviluppo repentino e innaturale. Si sentivano fragranze speziate che caratterizzavano la cucina locale. Uno dei più grandi limiti di Oceano, quando si trovava all'estero, era rappresentato dalla sua scarsa propensione ad adattarsi ai piatti tipici. Era molto difficile a tavola e non amava molto sperimentare nuove ricette. Malaisia al contrario, amava la cucina orientale tanto da essere assidua frequentatrice di ristoranti indiani, cinesi e giapponesi della capitale. Non vedeva l'ora di assaggiare la vera cucina Thai e di accarezzare finemente il palato con cibi a base di curry e zenzero. Una volta presi i bagagli dal nastro trasportatore chiamarono un taxi e si fecero accompagnare all'hotel dove alloggiavano. La camera si trovava al tredicesimo piano ed era arredata in asettico stile internazionale tipico delle note catene di alberghi contemporanee capaci di anestetizzare ogni avventura e farti sentire sempre nello stesso luogo ovunque ti trovi nel mondo. La camera era molto spaziosa. Il bagno aveva la curiosa caratteristica di avere le porte in legno laccato di bianco che si aprivano a spinta tipo quelle dei saloon di un tempo. Sopra l'immancabile frigobar, rifornito di acqua minerale, bibite e champagne, troneggiava la televisione a schermo piatto con i canali satellitari e davanti, due letti matrimoniali a baldacchino con coperte in seta damascata. I tre si guardarono divertiti pensando a come si sarebbero dovuti disporre. Selvaggia, risoluta ma con il sorriso tra le labbra, disse che nel letto da solo sarebbe andato Oceano perchè con gli uomini non amava dividere i propri sogni e preferiva dividerci da sveglia il letto. Oceano in cuor suo si chiese se la sua affermazione rappresentasse una promessa o una minaccia. Comunque sia, restò affascinato, ancora una volta, dalla spontaneità e contagiosa energia che trasmetteva. Visto la tarda ora e la stanchezza per il lungo volo dopo una doccia rinfrescante decisero di farsi portare qualcosa da mangiare in camera e di rimandare i programmi turistici al giorno seguente quando, complice una calda e limpida giornata di fine estate, avrebbero potuto camminare a lungo per musei e templi scattando indelebili fotografie del tempo trascorso insieme.

sabato, 09 agosto 2008

Disteso su una verde coperta d'erbaSusan__s_Sky_by_wb_skinner.png
cullato dall'oblio del mio cielo
ho visto una crisalide imperfetta

sospesa ad un sottile filo sericeo
bramare la sua completa metamorfosi
per volare in alto assetata d'infinito.

Ed io, anima tormentata dalla perfezione,
sedotto da un giocoso refolo d'aria fresca,
mi rispecchiavo nel suo istinto di libertà

percorrendo con immaginazione strade capaci
di accendere una fulgida fiamma in occhi
contaminati dall'origine di sontuoso peccato.

venerdì, 18 luglio 2008

Airoplane_by_xrandomstuff Da quella mattina Malaisia per molto tempo non sentì Selvaggia. Le loro vite, intessute a doppio filo, erano caratterizzate da alterni periodi. Passavano dal vedersi e sentirsi più volte al giorno, a perdersi di vista per mesi, senza che quel vuoto temporale mutasse minimamente la loro affinità. Fatti belli o tristi si susseguivano nella loro realtà ma niente e nessuno avrebbe minato la solida unione fatta di situazioni e intime confidenze. La stagione piovosa era terminata e con l'arrivo del bel tempo era giunto il momento di pianificare le vacanze. Ovviamente, ognuna di loro aveva quelle ufficiali da trascorrere con la propria famiglia. Però, una settimana in un albergo della riviera con al seguito suoceri, marito e figli non poteva certo considerarsi un momento di svago. Così una sera Selvaggia trovò al suo indirizzo di posta elettronica una e mail di Malaisia che le prospettava l'idea di un viaggio. Le raccontava che la ditta fornitrice dei prodotti per la sua attività l'aveva omaggiata di una vacanza della durata di una settimana a Bangkok. Il pacchetto comprendeva due posti spesati per il viaggio e l'albergo. Aveva informato anche Oceano e, dividendo per tre il costo di un biglietto, avrebbero potuto godersi una bella vacanza. Selvaggia ne fu da subito entusiasta. Amava molto viaggiare ed era la classica persona che dormiva con la valigia sotto il letto pronta per partire in qualunque momento. Al mattino Selvaggia si alzò di buon umore elettrizzata dalla novità e curiosa di visitare un luogo di cui molto aveva letto e visto nei film. L'oriente con il suo misticismo ed i forti contrasti da sempre l'aveva affascinata. Era una donna profondamente curiosa che non si limitava mai all'apparenza nelle cose. Quando viaggiava cercava sempre di respirare la cultura e capire il pensiero delle persone del luogo, evitando accuratamente di fare la classica vacanza da occidentale condita da Mc Donald's e villaggi turistici. La sera fece mente locale per non dimenticarsi niente. Mise in borsa la sua digitale, fedele compagna di molte avventure, e un libro sulla thailandia comprato il giorno stesso alla libreria Nazionale sotto i portici. L'appuntamento con Malaisia e Oceano era fissato per le 9 del mattino seguente all'ingresso del duty free dell'aeroporto.