martedì, 01 gennaio 2008

monet-gare-st-lazare La stazione di una grande città è il metronomo della vivacità del luogo. Si può incontrare ogni genere di persona con alle spalle una storia da raccontare fatta di sogni, speranze e mille vicissitudini. C'è chi parte per lavoro, chi arriva per le vacanze e chi per coronare una attesa. In una fredda stazione del Nord, ad un orario dove oramai il sole è andato a dormire e la bruma impedisce di scorgere dai finestrini il paesaggio in movimento, si sono dati appuntamento due persone unite inscindibilmente da un filo rosso che lega i loro destini. Inizialmente, relegarono le cose in comune a semplici coincidenze, ma con il passare del tempo diventarono talmente tante che anche loro accettarono l'evidenza. Il fatto che le loro vite non fossero così comuni e simili alle altre, era comprovato dalla atipicità dei loro nomi.
Lui si chiamava Oceano in segno di gratitudine per le acque che lo avevano visto nascere. Oceano era un inguaribile ottimista disilluso dalla vita, ma testardo al punto da non smettere mai di sognare. La sua profondità, alle volte, lo portava a frenare l'istinto, ma aveva imparato ad esaltare i suoi sensi e capire quando la ragione dovesse essere riposta nel cassetto.
Lei, invece, si chiamava Miele, calda e dolce come il nettare degli dei, ma anche forte, ribelle e indipendente come una irraggiungibile musa. Quella sera, i suoi lunghi capelli nocciola sfociavano in riflessi di luce atti ad indicare la direzione allo spaesato Oceano. Il loro incontro programmato, rimandato e quasi fatto saltare dagli eventi alla fine si era coronato. Del resto ciò che il destino aveva scritto per loro non poteva essere mutato.
Un giorno ameno li attendeva, invertito nelle sue fasi perchè fatto prima dal buio e poi dalla luce.
Dopo i saluti, i due si ritrovarono come per magia catapultati in un tram ottocentesco, pavimentato con listelli di legno senza più colore, a causa del continuo calpestio della folla vociante. Tutto era unico e originale, proprio come quel piccolo tram fermo al capolinea in una piazza abbandonata che strideva con le moderne e veloci linee della metro. Proprio in quel momento, però, il destino calava il sipario e lasciava alle ignare anime vagabonde il libero arbitrio. Ora toccava a loro fare le scelte. La notte gelata e tentatrice fu il sipario della loro unione. Dopo una ricca libagione di carne e vino in onore degli dei e dei defunti, Oceano e Miele abbatterono ogni barriera tra di loro. La ragione fu accantonata e la follia le fece seguito. Oceano dissetò le sue labbra bevendo il nettare della sua musa e imprimendola a fuoco sulla pelle. Con lei, raggiunse l'oblio del massimo piacere. Comprese come la realtà potesse superare l'immaginazione e prendersi gioco della sua vita incarnando in una sola donna una fata del lago e una lussuriosa ninfa.
Il tempo trascorse veloce e loro furono di nuovo proiettati nel luogo in cui si erano incontrati. Altri treni sui binari, altre persone alla biglietteria, ma quella mattina li accolse un caldo sole, voluto da eros per spazzare dall'anima di Oceano ogni inquietudine per il temporaneo distacco da Miele. I due si salutarono con la promessa di un nuovo incontro. Questo fu sufficiente a donare ad Oceano forza e gioia nel viaggio di ritorno alle sue lontane terre che lo attendevano illuminate solo dal chiarore della luna.

martedì, 25 dicembre 2007

Where_by_DoncellaAzame_StockIl destino, padre del nostro domani, traccia il percorso che mi porta sulle rive di un lago. E' talmente grande da non scorgere con la vista l'altra parte della riva. Le sue acque sono silenti e la superficie piatta e rassicurante. In una cruna della sua riva intravedo una persona assorta nei suoi pensieri. Una bellissima creatura vestita di pizzo e diamanti. Il candore delle sue vesti si scontra con la tristezza del suo sguardo. La sua anima inquieta e ribelle, tenuta prigioniera del suo corpo, è impressa nei suoi occhi smeraldo. Mi siedo accanto a lei, senza dire una parola. Ascolto il suo silenzio. Tante storie avrebbe da raccontare. La sua è una vita segnata dal profondo dolore che in certi momenti riaffiora come una ferita mai completamente cicatrizzata. Per questo non parla, vorrebbe azzerare il passato, vivere libera dalle sue emozioni. La vita le ha donato una bellissima virtù: la sensibilità. Ne ha molta, riesce a percepire odori, profumi e sensazioni che altri da sempre ignorano. Tale virtù cela però anche grande instabilità. Così come la incensa di gioia può darle anche profondo dolore che lei ha deciso di seppellire nella profondità del lago. La sua fierezza da Regina la rende impermeabile e forte davanti ai passanti ma i suoi occhi non mentono e nascondono una fragilità umana e sensuale. Mi parla di immortalità terrena ma lei desidera altro in cuor suo. Mi offre i suoi diamanti credendo di appagare così la mia sete materiale e potermi congedare. Io però rimango al suo cospetto perchè accanto a lei ho capito la ragione del mio lungo viaggio. La sua voce scalda l'aria, la sua anima ti rapisce. Con lei non occorrono maschere di circostanza. Da sempre si è vendicata degli uomini per la loro inettitudine ad ascoltare le parole delle acque che l'hanno generata. Ha donato loro effimere glorie terrene che li hanno lacerati e distrutti nel loro vuoto interiore. Io quest'oggi non voglio trofei. La spolgo delle sue vesti, riportandola alla sua nuda essenza. Lei punto di luce per eccellenza, avvolta nelle mie braccia, rende eterni gli attimi trascorsi insieme.

sabato, 08 dicembre 2007
In un giorno qualunque, di un freddo mese qualunque, può accadere che un raggio di sole entri dalla finestra della tua stanza. La sorpresa è grande nei tuoi occhi per l'inaspettata sorgente di luce che non sai in quale modo sia riuscita ad entrare dalle piccole fessure della tapparella. Fuori è quasi notte. Ti affacci sul davanzale e scorgi migliaia di luci al neon tutte rigorosamente artificiali ed austere. Ti guardi intorno, incredulo e, con un pizzico di imbarazzo, capisci che è qui solo per te. Ti siedi in silenzio a contemplarla. Scalda il cuore e parla all'anima. Stranamente è come se le avesse sempre parlato. Da subito era parso evidente che quella sorgente già conoscesse il suo naturale percorso. Il destino tenendola per mano l'aveva proiettata nel tuo mondo. Ancora più incredulo scopri che ha una voce dal tono familiare. Le sue parole sono ben articolate ed i suoi racconti coinvolgenti. Il tempo scorre veloce. La nera sveglia di plastica con numeri rosso rubino segna inesorabile il passare delle ore. La luna completa la sua ascesa in cielo e, mano a mano, il silenzio cala nelle adiacenti strade. Quella voce però non smette di suonare e donarti buonumore. In quel momento, però, capisci che le tenebre stanno per prendere il sopravvento ed ogni luce, persino la tua luce, sarà costretta a spegnersi. La felicità viene contaminata da una vena di malinconia e senti affiorare sulla pelle un tormento intimo. I pensieri volano all'interno di una stanza desolatamente buia e ti domandi se, ancora una volta, quel miracolo potrà compiersi solo per te.

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lunedì, 29 ottobre 2007
Arcuate linee di piacere,
dipinte sulla pelle bagnata,
delimitano rivoli sottili
all'essenza di muschio.

Tessuto di colore lunare
imprigiona nei suoi intrecci
il volgere di occhi ritrosi,
persi in pensieri anelati.

Dove il mare incontra la terra,
assecondi i tuoi istinti
e plachi le tue voglie,
nella perdizione del corpo.


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venerdì, 13 luglio 2007

Acqua nebulizzata scende a pioggia
su caldi corpi imbruniti dal sole.

Stesa su un telo,
ai margini di una scogliera,
leggi versi maledetti
privi di metrica ma
ricchi di melodia.

A contraltare riecheggia
la armoniosa sacralità del paesaggio
sfondo del tuo ritratto.

La tua anima è adesso lontana
distratta da elaborati contenuti mentali 
che ti portano a viaggiare con la fantasia
donandoti un brivido lungo la schiena.

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martedì, 20 febbraio 2007
Immerso dentro i tuoi occhi
nuoto in un mare verde smeraldo.

I contorni si confondono
in due corpi
uniti dal desiderio.

Le tue mani mi sfiorano
donandomi brividi
e voglie mai sopite.

La tua luce
illumina i miei giorni
tracciandomi un sentiero
che conduce alla felicità..