mercoledì, 09 aprile 2008
Lento imbrunire di pensieri stanchi
ricolmi di parole empie, per sogni
infranti, come onde sugli scogli.

Umori dissennati per impalpabili
essenze di frutti rossi bramati e
celati in eterni boschi vergini.

Concitato silenzio infrange i respiri
in una notte grigia e tempestosa dove
minacciose nubi occultano la luna.

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sabato, 15 marzo 2008
Litania di anime inquiete,
flesse da eventi ostili
ma fiere del loro sentire.

Intervallo, di terre lontane
separate dal profondo mare,
foriero di inveterate intimità.

Parole come vele in tempesta,
alimentate da correnti affini,
prigioniere di un sogno violato.


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sabato, 23 febbraio 2008

Sovrana illuminata e fiera, priva di morale, rifuggi dai vincoli sociali calpestando la normalità. Sei amata e dileggiata per la tua essenza dissoluta.
Euforica, nuoti nello sconfinato mare dell'eccitazione. Hai un incontrollato desiderio di vita.
Celebri i massacri e fai orgia di crudeltà per vincere i sentimenti di tedio.
Non hai equilibrio, vivi di attimi che vorresti palesare al  mondo, senza ricevere giudizi da chi non riesce ad ascoltare le tue silenti grida di amore e dolore.
Prediletta figlia, di una decadente luna, rosso rubino, hai scelto gli inferi come dimora.
In questa notte di eclissi fai libagione di carni per festeggiare i tuoi indimenticati natali.

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domenica, 17 febbraio 2008
Collisione funesta di corpi
naufragati in acque impure,
dove crescono e spirano

crescenti sospiri estremi,
come monsoni discesi
in un temporale di sensi,

finemente sugellati
di carne spalmata
di caviale e champagne

in una notte priva di regole,
empia di passioni tattili
culminate in torbido oblio.


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giovedì, 31 gennaio 2008
Cortigiana assorta, seduta in una marmorea stanza, contornata da busti di epoche lontane. Attorno a te la storia dissennata generata da segreti vizi e incontrollati istinti. Uomini e donne di alto spessore hanno sentito il  profumo della tua seta e bevuto il caldo nettare dell'oblio. Pittori di ogni lignaggio hanno ricercato in natura il rosso acceso della tua anima per imprimerlo su tele capaci di renderti immortale.
Donna, osteggiata e bramata, cercata e allontanata per illusorie convenzioni nate per essere infrante; la tua luce risplende e stordisce in una cupa notte d'inverno, dove il ghiaccio è austero padrone.
Nella sera di carnevale, quando ad ogni latitudine ebbri individui indosseranno maschere di cartapesta, tu sola la strapperai dal volto vivendo la tua gioiosa follia e navigando nei canali di una città-museo, giusta cornice dell'opera d'arte, che è la tua vita.

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venerdì, 18 gennaio 2008
Nella notte profonda, riflessi in uno specchio rinascimentale, due occhi espressione di folle cupidigia calamitano gli sguardi. Una dama austera e bollente percorre la sala con passi sicuri. Il suono dei suoi tacchi, sul marmoreo pavimento, riecheggia nell'aria. Dietro di lei l'eccitazione di sconosciuti, ipocritamente abbelliti di inutili fasti, che ignorano la sua essenza celata dietro una fine maschera. Piume variopinte si muovono ai suoi passi, piccoli fori lasciano spazio ai suoi sensi. Nessuno conosce il suo nome. Velato mistero di una irraggiungibile musa figlia del peccato. Taciturna, racconta le sue gesta solo a pochi eletti capaci di ascoltarla. Il suo umore instabile può travolgerti come una mareggiata o deliziarti come una leggera brezza d'estate. Le sue mani, fonte di perdizione, indossano lunghi guanti di seta perlata. Il suo abito nero racchiude carne pregiata oggetto di libagioni. Molti limiti ha oltrepassato alla ricerca di una overdose di piaceri finalizzati a stordirla e rianimarla. Unica e superba eleva al cielo le fiamme alla disperata ricerca di vita per un'anima mortalmente ferita.

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