Guardando l'orologio si accorsero che da un giorno e mezzo non dormivano. Tra i preparativi, la partenza e il fuso orario avevano perso una notte di sonno. In aereo nessuno dei tre aveva voluto chiudere occhio programmando i giorni seguenti e godendosi un film proiettato sul teleschermo dell'aereo in lingua inglese. Dopo aver cenato sul letto della room 413, Selvaggia prese i piatti con gli avanzi del cibo e li mise sul tavolo, di legno intarsiato, posto in un angolo della stanza, adiacente alla portafinestra che dava sul terrazzo. Compose la combinazione segreta per aprire la chiusura della sua valigia rigida color corallo. All'interno cercò, seppellita sotto la sua biancheria, una macchina fotografica digitale. Appena la prese tra le mani gli occhi le si illuminarono e sul volto un sorriso foriero di idee sbocciò a preludio delle sue intenzioni. Iniziò a scattare foto, da prima al panorama della città illuminata, in seguito per gioco ai due improvvisati soggetti per vedere le loro reazioni. A furia di scattarle prese gusto nel farlo. Pensò ai grandi fotografi che attraverso i loro scatti hanno il potere di rendere unici ed immortali certi momenti. Per tale ragione sentì la macchina fotografica come uno strumento di potere nelle sue mani capace di attribuirle l'autorità e il primato sulla compagnia. Provocò Oceano e lo spinse a seguire i suoi dettami per rendere gli scatti più audaci, ma visto l'imbarazzo e il disagio gli consegnò la macchina fotografica con l'intenzione di mostrargli come si stava davanti ad un obbiettivo. Giocò con le luci soffuse della stanza e le rosse trapunte dei letti sfatti. Si mise vicino a Malaisia sfiorando le sue labbra, per poi voltarsi facendo scivolare lentamente i suoi abiti così da sentire, senza vedere, gli sguardi attoniti e desiderosi sul suo corpo.Chiamò a sé la sua intima complice accarezzandola per rendere i loro corpi uniti più armoniosi. Finiti gli scatti le tre anime lascive si diressero nella accogliente vasca dove insieme si immersero nell'acqua bollente innalzando il suo livello fino a farla colare sul pavimento come una cascata d'acqua solfurea aromatizzata al fior di loto e latte di acacia.










