domenica, 28 settembre 2008
Sotto l'effetto di una ebrezza rasserenante
sfuggo alle vie della quotidiana realtà
per intraprendere un vorticoso viaggio
nell'oppio dei sensi che porta il tuo nome.

Mi diletto a scarnire la tua pelle di effimeri baci,
intrisi di calore, che soffocano e dipingono
le tue docili carezze, che vorrei sentire
marchiar a fuoco sull'immacolato ventre.

La passione scorre ardita tra le curve
del corpo fino a sfiorare i seni, accendendo
brividi dimenticati e pensieri lascivi,
celati alla luna in una notte di tempesta.

Sono un fiume in piena che fluisce,
tracimando gli argini faticosamente eretti,
in cerca di profumi e sapori speziati
di un amore proibito e mai concesso.


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Parole librate da: mareriflesso©Categoria: poesiecommenti (20)
sabato, 09 agosto 2008

Disteso su una verde coperta d'erbaSusan__s_Sky_by_wb_skinner.png
cullato dall'oblio del mio cielo
ho visto una crisalide imperfetta

sospesa ad un sottile filo sericeo
bramare la sua completa metamorfosi
per volare in alto assetata d'infinito.

Ed io, anima tormentata dalla perfezione,
sedotto da un giocoso refolo d'aria fresca,
mi rispecchiavo nel suo istinto di libertà

percorrendo con immaginazione strade capaci
di accendere una fulgida fiamma in occhi
contaminati dall'origine di sontuoso peccato.

sabato, 28 giugno 2008

On_the_bed_by_Mrs_Dracula9274 I primi raggi del sole filtrarono dalle fessure della veneziana socchiusa. Oceano, ancora stordito, rivolse lo sguardo alla sveglia posta su un comodino di noce, accanto ad una piccola lampada, rivestita di carta grezza, comprata mesi fa in una nota catena svedese di arredamento. La luce rossa dei numeri era frastagliata. Oceano strizzò gli occhi per mettere bene a fuoco l'orario e vide che erano le sei meno dieci. C'era un silenzio surreale per un abitante di una qualsiasi città dei nostri giorni. Al posto di clacson e brusche frenate si sentiva il richiamo di piccoli uccelli notturni dediti a inseguirsi tra i rami degli alti pini. Il pensierò di Oceano tornò inevitabilmente alla sera prima. Allungò la mano nel letto per sentire il tepore delle lenzuola alla ricerca di corpi che non c'erano più. C'era uno strano senso di vuoto nell'aria. Le voci, i profumi e i sapori incorporati nei tessuti ed espansi nell'etere si erano inevitabilmente rarefatti. Non c'era traccia del vissuto e di quanto provato. Rimase steso sul letto, con la bocca impastata a causa della ricca libagione e un senso di vertigine e instabilità dovuto al nettare di uva bianca coltivata e spremuta con dovizia. La mente confusa proiettava flashback sulle bianche pareti della stanza. Con difficoltà Oceano cercava di comporre per poi scomporre di nuovo le immagini. Provava un gusto effimero nell'analizzarle e sviscerarle fino a coglierne le sfumature più impalpabili. Incomprensibilmente, più si avvicinava al loro reale significato, e più gli sembravano lontane. Gesti semplici e naturali, visti con attenzione, potevano diventare arabeschi senza uscita né spiegazione. Oceano prese, in un gesto condizionato, il cellulare e lo accese come faceva ogni mattina, dipendente come era dalla tecnologia e dalla sua sorprendente capacità di azzerare distanze impensate ma anche capace di narcotizzarti fino ad assuefarti. Il display si illuminò ad intermittenza segnalando la presenza di un messaggio. Era stato inviato alle quattro del mattino da Selvaggia, probabilmente appena arrivata a casa, e riprendeva un passo di baudelaire goduto insieme poche ore prima: "Avremo letti pieni di profumi leggeri, divani profondi come tombe e sulle mensole strani fiori dischiusi per noi sotto cieli più belli.Usando estremi ardori, i nostri cuori saranno due grandi fiaccole, che rifletteranno le loro doppie luci nei nostri spiriti, specchi gemelli."

sabato, 21 giugno 2008

choco_bliss_by_coco_roko Selvaggia e Malaisia amavano il buon vino e, nelle serate trascorse insieme, era una immancabile presenza. Per tale motivo erano immuni dalla frivolezza che, sorso dopo sorso, le donavano le bollicine. Erano però abili nel prendere l'ebrezza come giustificazione delle loro lascive tentazioni. Godevano nel provocare Oceano pungolandolo nelle sue debolezze. La sporadica, ma datata, frequentazione le aveva infatti portate a conoscere i suoi comportamenti ed assecondare i suoi desideri, con una punta di sadico piacere, quando lui più non ci sperava. Come una lenta tortura, goccia dopo goccia, le tensioni si scioglievano nel cuore della notte e sfociavano nel peccato. Selvaggia prese il libro e lo portò con sè. Si sedette sulla poltrona vicina al camino per ricevere tepore dal fuoco scoppiettante ed asciugare i capelli ancora bagnati dalla pioggia. Iniziò a leggere ad alta voce il testo originale della poesia scritto in francese. La sua pronuncia era perfetta. Aveva una naturale predisposizione per le lingue e andava spesso per lavoro nelle metropoli di mezza europa. Malaisia al contrario aveva una forte avversione a tutto ciò che proveniva dall'estero. Era la classica persona legata indissolubilmente alla propria terra e mai l'avrebbe tradita per un'altra. Selvaggia lo sapeva e con un pizzico di presunzione, e un leggero sorriso sulle labbra, leggeva dei versi per l'amica incomprensibili. Indispettita Malaisia cercò di strapparle il libro dalle mani chiedendole di leggere la traduzione e smetterla di fare la stronza. Proprio in quel momento ad Oceano balenò una idea e gli occhi gli si illuminarono come ad un bambino. Propose alle due amiche di fare un gioco. Andò in cucina, prese un pennello da cucina e della cioccolata fondente liquida nata per guarnire dolci e frutta di stagione. Si mise a sedere a terra, su dei cuscini quadrati, davanti al fuoco. versò la cioccolata in una coppa di vetro sottile e chiese a Malaisia di sedersi di schiena davanti a lui. Lei si avvicinò e le chiese cosa avesse in mente. Lui, risoluto e divertito, gli rispose che, siccome era incapace di cogliere la bellezza delle parole lette da Selvaggia, lui le avrebbe tradotte per lei, scrivendole sulla sua schiena con la cioccolata fusa. Questo le avrebbe permesso di sentire sulla pelle profumi e sapori di versi maledetti.

domenica, 25 maggio 2008
Riecheggi austera tra fredde mura
dileggiata da loschi figuranti
non curanti del tuo savio potere.

Ti invocano e stravolgono,
in atti di vendetta o di pace,
per una solenne verità terrena.

La tua reputazione vacilla sotto
raffinate doppiezze atte a distorcere
la tua essenza battezzata: certezza.

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domenica, 18 maggio 2008
Sbocci e nasci come seta pregiata,
fresco bocciuolo emani fragranze
atte a risvegliare sensuali impulsi
in terre verdi, ancora incontaminate.

Torrido sole infiamma la carne,
sprigionando vigore creativo che
profuma di sesso attorno ad un
falò avvelenato da rum e vino.

Empia maturità voluta e ingannata,
sotto un cielo striato d'arancio,
dove gli occhi volgono al passato
alla ricerca di un brivido animale.

Gelida calotta di neve poggiata sul
fondale di acque profonde inquinate
da impuri pensieri non ancora palesati
ma pronti ad esplodere come lava.


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