sabato, 09 agosto 2008

Disteso su una verde coperta d'erbaSusan__s_Sky_by_wb_skinner.png
cullato dall'oblio del mio cielo
ho visto una crisalide imperfetta

sospesa ad un sottile filo sericeo
bramare la sua completa metamorfosi
per volare in alto assetata d'infinito.

Ed io, anima tormentata dalla perfezione,
sedotto da un giocoso refolo d'aria fresca,
mi rispecchiavo nel suo istinto di libertà

percorrendo con immaginazione strade capaci
di accendere una fulgida fiamma in occhi
contaminati dall'origine di sontuoso peccato.

sabato, 12 luglio 2008

OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Il cellulare di una famosa casa produttrice americana trillava con una suoneria simile a quella dei vecchi telefoni neri di bachelite. Era uno dei tipici e involontari gesti di ricerca nel passato delle proprie radici, in un mondo sempre più globale e proiettato al domani. Malaisia cercava confusamente il telefono domandandosi chi fosse stato a chiamarla a quell'ora. Quando riuscì ad afferrarlo, in fondo alla tasca della giacca, vide sul display lampeggiare il nome di Selvaggia. Si domandò, con aria interrogativa e assonnata, il motivo per cui la cercava dopo poche ore che si erano lasciate. Rispondendo sentì la sua calda e roca voce sognante. Selvaggia aveva un modo naturale di parlare al telefono molto seducente. La sua tonalità bassa, dovuta sia alle sigarette sia ai suoi frequenti stravizi, le donava un alone irresistibile dietro l'apparecchio a cui non potevi fare a meno di prestare attenzione. Le chiese come stava e se anche lei stentava a prendere sonno inebriata dagli eventi. Insieme ripercorsero quei momenti e si rallegrarono compiaciute della loro ennesima trasgressione. Malaisia era sposata da nove anni. Il suo matrimonio era stato più un atto d'amore verso il figlio, che aveva scoperto di attendere dopo un anno di fidanzamento, che non verso il padre. Il marito era un uomo molto quadrato che non amava nessun tipo di follia. Le dava serenità e sicurezza ma al tempo stesso le soffocava il lato ribelle e creativo che le era proprio. Per senso di responsabilità non aveva mai avuto la forza di chiudere il suo matrimonio e cominciare una nuova vita. Era convinta che avrebbe dato un dispiacere troppo grande al figlio. Inoltre, la piccola realtà in cui viveva e la pressione della nuova famiglia allargata, a cui suo malgrado si era trovata costretta a rispondere, le impediva di decidere pensando solo al proprio bene. Per questo motivo, alimentata dalla cupidigia di Selvaggia si concesse delle deviazioni celate al mondo. Selvaggia riusciva a coinvolgerla più di ogni altra persona riuscendo a percepire le sue necessità e desideri. Spesso si stupiva della loro forte intesa, davvero rara tra persone dello stesso sesso. La fiducia la portava a confidarsi totalmente e fare in sua presenza qualunque cosa come se fosse davanti ad uno specchio capace di riflettere la sua vanità e le curve distorte di un animo insoddisfatto.

domenica, 25 maggio 2008
Riecheggi austera tra fredde mura
dileggiata da loschi figuranti
non curanti del tuo savio potere.

Ti invocano e stravolgono,
in atti di vendetta o di pace,
per una solenne verità terrena.

La tua reputazione vacilla sotto
raffinate doppiezze atte a distorcere
la tua essenza battezzata: certezza.

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giovedì, 08 maggio 2008
Sole al tramonto. Il cielo velato di un colore rosa intenso si congiunge al mare silente e lascivo. La spiaggia su cui planano i gabbiani è oramai deserta. Gli ultimi ombrelloni vengono chiusi in attesa del plenilunio con il suo carico di emozioni. Su due lettini adagiati sulla riva, riposano due anime inquiete dagli occhi verde smeraldo. Un cestello di champagne ricolmo di cubetti di ghiaccio attenua la calura e le pressioni di lunghi giorni trascorsi nella caotica metropoli. Il mare dona libertà e con esso fantasie dove annegare ogni peccato. E' privo di confini per coloro che si lasciano trasportare dalla salata corrente. Le bollicine, dal loro inconfondibile e frizzante colore dorato, scivolano sulla pelle ambrata creando rivoli tentatori atti a dissetare carnose labbra.

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sabato, 19 aprile 2008
Esistono contrapposizioni del nostro essere che ci affascinano terribilmente catapultandoci a loro? Se fosse vero chi è pesante e oberato dalla vita finirebbe per innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell'aria, tra il fantastico e il concreto. Nello stesso modo chi vive di leggerezza finirebbe per essere respinto dai suoi simili ed essere trascinato dalla compassione verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Se in realtà anche ciò che consideriamo leggero finisse con il rivelarsi nel tempo per il suo insostenibile peso, in quel caso tale tesi sarebbe scardinata alla radice e soltanto la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggirebbero a questa ineluttabile condanna di insofferenza.
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domenica, 30 marzo 2008

Le lancette degli orologi, compiono un giro su se stesse, allungando le giornate, come il mantice a soffietto di una vecchia fisarmonica all'apice delle sue vibrazioni sonore. La luce naturale ci accompagna fino a cena, rendendo più alacre l'ingegno. Il mutamento delle stagioni influisce sempre sull'umore alterando i sensi e generando apatia e sonnolenza. Per questo è necessario uscire, e montare in sella ad una bicicletta a marce per dirigersi verso il caldo abbraccio del sole. Percorrere strade disseminate di margherite appena sbocciate che colorano di bianco, i prati. Sbarazzarsi delle tossine accumulate da pensieri, dubbi, timori e delusioni. Chiudere tutto in un baule e relegarlo all'angolo di una angusta cantina come un oggetto desueto che non sentiamo più nostro. Accogliamo nuovi profumi e sapori perseguendo con un rinnovato ottimismo i nostri propositi.


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